Tosca

Fin dalla prima analisi del libretto e della partitura mi ha fatto sussultare un aspetto in particolare: la passione, che si fa violenza, dei suoi personaggi.
La passione che spinge Mario a realizzare un dipinto “pericoloso” (all’interno di una Basilica) o a lasciarsi torturare e giustiziare in virtù di un ideale. La passione che spinge Tosca, donna devota, a diventare prima omicida e poi suicida. La passione che spinge Scarpia, baluardo della giustizia e della Chiesa Cattolica Romana ad abusare i corpi dei due giovani artisti. Mi sono chiesto quale potesse essere un mezzo utile a raccontarlo, ed è stata l’opera stessa a suggerirlo: il dipinto.
La comparsa della tela ha consentito una sorta di graduale passaggio dal sacro al profano rendendo gli artisti liberi di esprimere le proprie passioni, esattamente come accade in Tosca. Per questo motivo in sintonia con la scenografa, ho voluto realizzare un allestimento di tipo concettuale che ci consenta di rispettare un libretto esplicitamente connotato dal punto di vista storico-temporale ma che dia la possibilità di raccontare la storia a più livelli.
La TELA dunque risulta essere l’elemento predominante e i personaggi si muovono su di essa come a voler comporre un passo alla volta il disegno dell’autore.
Ciascun atto è ispirato ad un dipinto celebre, rigorosamente su tela, che ne rievoca ed amplifica le passioni.
Salvatore Sito
REGIA
Nel momento in cui ci si propone di guidare un teatro, ci vuole grande rispetto, verso la cittadinanza tutta, verso l’arte stessa, nel fare scelte che possano in un qualche modo contribuire ad un valore aggiunto per il pubblico e per il territorio.
Scegliere nel 2025, di ripartire dall’Opera, è più che insidioso, per di più in un teatro in cui se ne è persa la tradizione da decenni. Ma farlo è necessario, perchè si possa ripartire dalla bellezza, in un’epoca in cui sempre più va perdendosi, dalla qualità, dalla poesia.
Così abbiamo scelto dapprima di restaurare il golfo mistico per poter ancora ospitare l’Orchestra e di produrre poi un’ Opera il cui fulcro è l’arte stessa: che possa ben fondere l’antica solennità ai vantaggi della modernità, che possa rispettare la storia del canto lirico e la sua potenza, ma al tempo stesso illuminarlo di nuova luce. Che possa arrivare a tutti, per una sincera emozione.
Perchè questo dovrebbe fare sempre il teatro, dar vita a nuovi pensieri.
Virginia Magni
DIREZIONE ARTISTICA
ATTO I
ATTO II
ATTO III
SALUTI






































